Mezzogiorno, coscienza civile, processi formativi

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Ancora un lavoro sul Mezzogiorno. Non raro, dunque, ma un po’ atipico. Raccoglie infatti studi un po’ disparati ma con un unico intento: mettere a fuoco, per quanto possibile, spaccati di storia del travagliato sviluppo del Mezzogiorno e figure che ne hanno onorato le origini e indagato i mali non naturali ma storici.

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Descrizione

Ancora un lavoro sul Mezzogiorno. Non raro, dunque, ma un po’ atipico. Raccoglie infatti studi un po’ disparati ma con un unico intento: mettere a fuoco, per quanto possibile, spaccati di storia del travagliato sviluppo del Mezzogiorno e figure che ne hanno onorato le origini e indagato i mali non naturali ma storici. Un lavoro dunque senza grandi pretese, ma con una idea di fondo: ricordare i 150 anni dell’unità d’Italia e i problemi ancora aperti, ma gettando uno sguardo non distratto sui processi di formazione di una coscienza civile condivisa. Perciò si accenna a passaggi fondamentali dell’Italia del primo e secondo dopoguerra e si ricordano figure significative di questa storia d’Italia sempre connotata da fratture e difficili ricomposizioni. E proprio a queste ricomposizioni e alla denuncia di mali storici non insanabili hanno inteso prestare parola e azione Francesco De Sanctis e Guido Dorso, qui giustamente ricordati. Come pure, si è voluto accennare ad una Associazione che molte benemerenze ha avuto nei confronti del Mezzogiorno, a quell’ANIMI che, fondata nel 1910 in seguito al terremoto di Messina, ha ormai attraversato il secolo e mai ha smesso di avere a cuore le sorti di regioni e territori d’Italia meno di altri fortunati.

Scritti di: Nicola Mancino, Francesco Mattei, Giuliano Minichiello, Fulvio Tessitore

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